“Il mercato nazionale costituisce un riferimento molto importante nel quale il nostro azionista crede da sempre”. Sono le parole del nuovo direttore rete della Kupit, che confermano che la compagnia intende valorizzare la sua rete “che nel mercato si colloca al secondo posto e che, grazie anche alla sua nuova ottimale distribuzione sull’intero territorio nazionale, ha un potenziale altissimo in termini quantitativi e qualitativi”.

di Elena Veronelli

foto-romanoGiovanni Romano ha sempre lavorato nell’ambito della Direzione Rete della Kupit, assumendo via via incarichi di crescente responsabilità. Nell’ultimo periodo, a seguito dell’acquisizione delle attività commerciali e logistiche della Shell Italia avvenuta nel 2014, ha fornito un contributo fondamentale al processo di integrazione della rete ex-Shell in quella Q8.

Dal 1° agosto ha assunto la direzione rete di Kupit, che situazione ha trovato?

 In realtà, pur avendo assunto questo incarico da poco tempo, non posso certo dire di aver avuto la necessità di “studiare” la rete della Kupit dal momento che ho maturato la mia esperienza aziendale, ormai quasi ventennale, tutta in ambito rete. Peraltro negli ultimi due anni, a seguito dell’acquisizione della Shell Italia, ho avuto la fortuna di partecipare al delicato e interessantissimo processo di integrazione della rete Shell in quella Q8 avendo ancor di più occasione di approfondire la conoscenza dell’intera “nuova” rete Q8: una rete che nel mercato si colloca al secondo posto e che, grazie anche alla sua nuova ottimale distribuzione sull’intero territorio nazionale, ha un potenziale altissimo in termini quantitativi e qualitativi.

Quali sono le prossime mosse?

Gli operatori rete si confrontano oggi con aspetti problematici che derivano dalla combinazione del consistente calo dei consumi, ormai diventato strutturale, nonostante alcuni timidi e altalenanti segnali di ripresa, e dal perdurare di un ridotto tasso di profittabilità che nel breve termine paradossalmente penalizza, in questo comparto come negli altri del settore, gli operatori che hanno investito di più. A fronte del forte aumento del grado di competizione commerciale che questa situazione ha determinato, gli obiettivi primari sono il consolidamento della posizione competitiva sul fronte degli impianti automatizzati e la crescita della rete manned attraverso un progressivo miglioramento dell’offerta ai consumatori. Sono obiettivi sui quali, come Q8, siamo costantemente impegnati e che perseguiamo mettendo al centro della nostra strategia commerciale l’attenzione al cliente attraverso il costante studio e monitoraggio delle sue esigenze per innovare e diversificare la nostra offerta. Questo approccio ha costituito storicamente una caratteristica di Q8 che la ha sostanzialmente distinta sul mercato.

Non si arresta il disimpegno delle compagnie dal downstream italiano. Tuttavia Kupit fa scelte che vanno nella direzione opposta. Come mai?

Le opportunità connesse alla scelta di saldare strategicamente l’upstream con il downstream orientano il nostro azionista da oltre Trenta anni. E, fra i molti investimenti esteri del Kuwait, il mercato italiano costituisce un riferimento molto importante nel quale il nostro azionista crede da sempre. La recente acquisizione di Shell Italia testimonia questa fiducia nel Paese e nella sua capacità di garantire anche in un futuro adeguati ritorni degli investimenti nel downstream.

Per il futuro come intendete muovervi nel mercato italiano?

Come dicevo pristazioneq8ma, continuando a interpretare i diversi bisogni dei consumatori fornendo le adeguate risposte attraverso la nostra rete di distribuzione carburanti cosi capillarmente diffusa sul territorio. Oggi questa nostra intenzione si denomina, oltre che per l’importante struttura fin qui realizzata attraverso una strategia di acquisizioni, per un nuovo slancio delle tante iniziative commerciali che stiamo mettendo in campo: dalle campagne promozionali, alle carte, ai prodotti speciali, e tanto altro ancora.

In generale, quindi, come potrà essere tra quindici anni la rete italiana?

Credo necessariamente più efficiente, sebbene il processo di razionalizzazione, indispensabile, sia condizionato ancora da un quadro normativo poco incisivo. L’atteso testo contenuto nel Disegno di Legge sulla concorrenza può rappresentare un primo passo di un percorso più chiaro verso questo obiettivo di maggiore efficienza.

Quale sarà il rapporto compagnie/operatori privati?

Non lo immagino diverso da quello attuale: le differenze di sensibilità e di dimensioni degli operatori privati porterà ciascuno a scegliere, insieme con le compagnie, la soluzione più adeguata alle proprie esigenze.

Più self o più servito?

Più self e più servito: la scelta di rifornimento dei consumatori sarà sempre più consapevole e ciascuno dovrà trovare l’esperienza di consumo che ricerca. In questo senso la rete dovrà essere in grado di fornire contemporaneamente le condizioni per garantire più self (facile e veloce) e più servito (professionale e di qualità).

Come evolverà il non oil e il rapporto con i gestori?

Il successo del non oil sarà dipendente dalla qualità delle location, delle strutture e dalla capacità dei gestori di eccellere in questi mercati molto competitivi: ci sono le possibilità per avere un non oil che riesca a rappresentare una risposta alle richieste dei clienti e contestualmente costituire opportunità di profitto per gli attori economici coinvolti nel business.

In questa ottica la categoria dei gestori, continuerà ad essere un fattore chiave di successo commerciale grazie alla sua esperienza e all’elevato grado di imprenditorialità.

Le associazioni dei gestori denunciano che Kupit stia tentando di imporre contratti di agenzia o di commissione nelle aree di servizio autostradali “al di fuori di qualsiasi previsione legislativa per il settore”. Cosa risponde?

Preferisco non entrare nei dettagli di questo argomento di evidente attualità non solo per Q8 ma per tutto il settore tanto che è aperto un tavolo di confronto con i ministeri competenti.  Ci tengo comunque ad affermare con serenità che Q8, in linea con l’etica aziendale, non ha mai imposto alcunché e, in tutti gli ambiti in cui opera,  agisce da
sempre nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile tutti i ricorsi contro i provvedimenti del governo sulla razionalizzazione della rete autostradale, compreso quindi anche il vostro. Avete allo studio nuove azioni?

Continuiamo a ritenere legittime le ragioni che ci hanno portato al ricorso. Purtuttavia nello scenario attuale abbiamo ritenuto di non appellarci al Consiglio di Stato avverso la pronuncia del Tar.