Il Presidente del C.d.A. di Mix e socio di Degama chiarisce le scelte e gli accordi attivati per rilanciare Autoequip, annuncia i primi risultati e descrive lo scenario produttivo e commerciale dei prossimi anni

Gavotto, a freddo, escluso che alla base del vostro intervento per aiutare Autoequip ci siano ragioni filantropiche, quali obiettivi di medio e lungo periodo avete? Insomma, quali sono i vantaggi per Mix?

Per Mix non c’è nulla. Non dobbiamo fare confusione: Mix è un concorrente di Autoequip e tale resterà. Io sono Presidente del C.d.A. di Mix, Alessandro Delrosso, socio in Mix, è amministratore unico di Degama, l’azienda che ha firmato il contratto di affitto con Autoequip.
L’unica sinergia che svilupperemo sarà quella di ottenere condizioni migliori dai fornitori comuni, dinanzi all’aumento di volume degli ordini.

Chiarito che Delrosso è titolare di quote Mix e che Degama sta per Delrosso, Gavotto e Manzan (terzo socio Mix), puoi spiegare come e perché avete fatto questa operazione con Autoequip?

Io ho conosciuto l’ing Murialdi molto anni fa..Parlando, con Michele Murialdi, figlio del fondatore della società e amministratore delegato Autoequip, dei problemi che stavano affrontando, pur con un’offerta di prodotti ampia e di buona qualità e con una valida rete commerciale, consapevole dell’attaccamento al marchio dei dipendenti e dei collaboratori, ho ritenuto di intervenire e dare una mano, anche per non far disperdere l’impegno e la passione che tutto lo staff Autoequip, primo fra tutti Michele Murialdi, ha profuso in questi anni. Sento di dover ringraziare tutto il personale Autoequip e in particolare Fabrizio Mortolini, che ha capito subito il nostro progetto, sposandolo e rendendosi pro attivo con tutti i suoi mezzi.
Siamo intervenuti per ultimi, perché prima di noi si erano fatte avanti altre due aziende del settore. A inizio novembre ho contattato Michele e io gli ho posto come condizione del nostro supporto che lui restasse operativo  e collaborasse per noi. Abbiamo portato avanti un’operazione di affitto di ramo d’azienda, ci siamo impegnati a comperare il magazzino giacente a Vesime,  a comperare tutti i materiali per costruire gli impianti che spediremo da Vesime  dove resterà la produzione. Con l’affitto di ramo di azienda ci siamo impegnati a gestire la parte commerciale, il servizio tecnico post vendita  e i conseguenti ricambi per quel che concerne i contratti attivati dopo il 1 febbraio.
Riteniamo che Autoequip abbia ottimi prodotti e realisticamente puntiamo a portare il fatturato dell’azienda almeno intorno ai 15 milioni di euro nel giro di un triennio. I segnali sono molto incoraggianti: l’inizio è stato fulminante: nel primo mese abbiamo venduto 8 tunnel, 7 lavaggi industriali, 10 portali, oltre a un milione di fatturato di ordini in consegna. Il portafoglio ordini per i mesi di maggio e giugno supera il milione di euro con 18 macchine da consegnare. In più ci sono i ricambi che valgono un giro 100.000 euro al mese.. Questi risultati li stiamo ottenendo nonostante alcune difficoltà di partenza che non potevamo evitare.

gavotto_FLYUna conferma che avete fatto bene…

Se i risultati restano questi, diventeremo il primo gruppo in Italia, perché uniti  quest’anno supereremo i 18 milioni di euro.

Al di là del fatto evidente che siete intervenuti per ridare vigore a un’azienda, considerato che da sempre lei conosce bene i numeri del settore, qual è lo stato di salute del segmento “produzione autolavaggi”?

Con i dati che conosco ritengo di poter dire che, negli ultimi anni,  il nostro settore  ha subito una riduzione del fatturato che si aggira intorno al 30%. Sono almeno tre anni che il fatturato del lavaggio è in contrazione. Dinanzi a questo quadro, a queste tendenze che paiono non arrestabili, noi abbiamo deciso di fare un salto, ovviamente non al buio, ma diretto a raddoppiare il fatturato e acquisire forze esterne e quindi abbiamo colto l’occasione di intervenire in Autoequip.

Quanto è costata al settore la corsa al “supersconto”?

Tantissimo, basta vedere i bilanci, è costato anche a noi. Nella ristrutturazione che stiamo facendo, ci siamo resi conto che gli sconti hanno un grosso peso sull’andamento negativo. Non si può lavorare senza margine. Quando finisce il margine, finisce la vita dell’azienda.

Cosa hanno le aziende estere che non hanno le italiane?

All’estero in generale sanno condurre meglio le aziende. All’estero ci sono i colossi del lavaggio, due tedesche e una spagnola che rappresentano un 60-70% del mercato europeo. Le italiane, con fatturati e volumi più ridotti, fanno fatica a sostenere i ribassi di prezzi soprattutto per i tender delle compagnie petrolifere e dei grandi clienti. Le società italiane hanno maggiore flessibilità nel soddisfare le necessità dei clienti, hanno migliori e, mi lasci dire, “geniali” soluzioni tecniche che richiedono solo maggiore industrializzazione.

La collaborazione con Autoequip renderà più facile il rafforzamento sui mercati esteri?

Michele avrà principalmente il compito di sviluppare i mercati esteri e credo che farà un bel lavoro.

La vostra azione coordinata favorirà tutta la filiera?

Certamente, perché se riusciamo a far crescere la produzione, la ricaduta sarà positiva per tutta la filiera. Anche se devo rimarcare che non tutti sono stati disposti a dare una mano in questo momento di difficoltà.

gavotto_MIXCi sarà qualcosa di quello che stavate progettando per Mix che sarà riversato in Autoequip?

Niente, le ripeto che resteremo due mondi separati. E’ più logico e conveniente così.

Cosa serve per far funzionare il settore del lavaggio?

Curare il servizio, essere sempre vigili, essere sempre attenti  e presenti. Questo vale per tutti. Ma non basta saperlo, bisogna essere capaci di farlo senza interruzioni, senza pause e senza paura di fare.

Promette più il mercato dei privati o quello delle grandi compagnie?

I tender delle compagnie sono sempre molto combattuti, noi ci troviamo anche molto bene con alcuni retisti che gestiscono con oculatezza la rete, sono veri imprenditori che puntano anche a potenziare i servizi agli automobilisti. Riteniamo che abbiano capito che mettere in crisi le società costruttrici di lavaggi, con i prezzi al ribasso, alla fine li penalizza su servizi e garanzie.

Cosa ha messo in crisi il lavaggio?

Si lava meno per la crisi generale, gli impianti sono tanti…. Non sono i prezzi alti, mancano i clienti.

Se tu gestissi un lavaggio cosa faresti?

Metterei tanta attenzione al cliente, pulizia attenta, cura del particolare, omaggi, abbonamenti e soluzioni che fidelizzino. Non è il prezzo che scoraggia, bisogna offrire il lavaggio completo, curato.