Lo scorso 30 maggio Ricerca Sistema Energetico ha presentato i risultati del Tavolo sulla mobilità sostenibile. Necessaria una visione integrata e indispensabile contributo dei trasporti alla riduzione della CO2. Necessario sostituire i vecchi veicoli, incentivare l’uso dell’auto elettrica e favorire la mobilità a metano.

Da una parte un documento con analisi, dati, politiche e strategie per lo sviluppo della mobilità sostenibile; dall’altra le raccomandazioni degli operatori del settore.

Sono questi gli attesissimi risultati del cosiddetto Tavolo sulla mobilità sostenibile istituito a dicembre 2016 e coordinato da Raffaele Tiscar, capo di gabinetto del ministro dell’Ambiente. Risultati presentati il 30 maggio a Roma dal Rse (Ricerca Sistema Energetico) alla presenza delle istituzioni e degli stakeholder, in concomitanza con la divulgazione della Mobility Package, ossia il pacchetto di riforme Ue che si pone l’obiettivo di modernizzare il trasporto su strada nel Vecchio Continente nei prossimi anni.

Nel documento (“Elementi per una roadmap della mobilità sostenibile – Inquadramento generale e focus sul trasporto stradale”) si parla dello stato della mobilità, degli impatti ambientali e delle possibilità offerte dallo sviluppo dei mezzi di trasporto. Si parla anche di decarbonizzazione dei consumi nella mobilità e di qualità dell’aria conseguente alle emissioni dei veicoli stradali.

Il lavoro è stato portato avanti con un confronto a livello scientifico e tecnico che ha fatto emergere la necessità di applicare al complesso dei trasporti una visione di sistema, di dotarlo di una cabina di regia e di strumenti di modellazione e analisi appropriati.

“Quanto realizzato attraverso il Tavolo della Mobilità Sostenibile – si legge in una nota Rse che ha elaborato il tutto – vuole rappresentare un primo sforzo verso una visione integrata e di sistema del settore, al servizio delle azioni politiche che si renderanno necessarie per indirizzare l’evoluzione del sistema verso scenari di sviluppo a favore della qualità della mobilità, della sostenibilità e dell’efficienza”.

I risultati che emergono confermano che il contributo del settore agli obiettivi di riduzione della CO2 al 2030 è indispensabile e rilevante.

Oggi – spiega Rse – il sistema della mobilità in Italia presenta una accentuata propensione al trasporto individuale: circa l’80% del totale; l’automobile la fa da padrona rappresentando il mezzo utilizzato dal 75% della degli italiani per i propri spostamenti, mentre motocicli e ciclomotori contribuiscono per circa il 4,6%. La parte rimanente, circa il 20%, è invece garantito dal trasporto collettivo. Le merci viaggiano principalmente su strada (52%) e per quote parti minori via mare (31%), ferrovia (11%), oleodotto (5%) e vie aerea (1%).

Sul fronte energetico il sistema dei trasporti incide per circa un terzo sui consumi finali di energia e il trasporto stradale guida l’andamento dei consumi del settore, dei quali rappresenta la quota indubbiamente preponderante (85%). I combustibili fossili restano la prima fonte energetica rappresentando circa il 95% sul totale dei trasporti.

Passando alle raccomandazioni (“Raccomandazioni degli stakeholder del tavolo mobilità sostenibile”), queste recano la firma di una cinquantina di utility, associazioni e case automobilistiche, ad esclusione di Anfia, Unione Petrolifera, Fca e alcune associazioni del gas che non le hanno condivise. Sono divise in tre aree: “avoiding” (ridurre le necessità di trasporto), “shifting” (orientare la mobilità verso modalità di trasporto più efficienti) e “improving” (migliorare la sostenibilità dei mezzi di trasporto).

Nella sezione “avoiding”, troviamo “favorire lo smart working e i servizi on-line”, “ottimizzare la logistica urbana” e “pianificare il territorio” mentre in quella “shifting” abbiamo concetto come “stimolare l’utilizzo del trasporto pubblico”, “promuovere il car-sharing” e “il car-pooling”, “favorire lo shift modale e l’intermodalità nel trasporto merci” e sostenere “la mobilità su due ruote”.

Infine nell’area “improving”, si sottolinea la necessità di favorire l’eliminazione dei vecchi veicoli, stabilire incentivi mirati alla rottamazione, sostituire con veicoli a combustibili alternativi o dotati di tecnologia Euro 6 e fare leva sull’introduzione di divieti di circolazione.

Gli operatori chiedono poi di definire un piano temporale per la progressiva introduzione di veicoli elettrici, a partire dalle flotte delle Pubbliche Amministrazioni e dei veicoli asserviti a funzioni di taxi e vehicle-sharing, di favorire i Comuni che investono in progetti innovativi per la mobilità elettrica e nella sensibilizzazione dei cittadini, di fare leva sulla pianificazione urbana e sulla gestione del traffico e della sosta, di incentivare la realizzazione dell’infrastruttura di ricarica e di promuovere l’utilizzo di veicoli elettrici con un incentivo diretto all’acquisto, agevolazioni sull’Iva e in generale agevolazioni fiscali. Una parte del documento è infine è dedicata anche alla mobilità a gas per il trasporto individuale (in particolare si chiede di investire sull’infrastruttura di rifornimento), al GNL (“Favorire lo sviluppo di una rete di rifornimento di GNL, finalizzata in primo luogo al trasporto pesante e marittimo”) e all’idrogeno (“favorire la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione delle tecnologie”).