Il “Tavolo Tiscar” sulla mobilità sostenibile, la Strategia Energetica Nazionale, l’entrata di Snam in Assogasliquidi e in generale le prospettive in Italia sul Gpl e il Gnl, nella rete ma anche nell’extra-rete. Questi gli argomenti principali toccati dal presidente di Assogasliquidi, Francesco Franchi, nell’intervista che segue.

Franchi, classe 1958, è dirigente di Eni R&M e ha lavorato in Cam Petroli e Atriplex/AgipFuel. Ai vertici di Assogasliquidi dal 2015, è stato da poco nominato Presidente dell’AEGPL (Associazione europea del gpl).

Il Tavolo per la mobilità sostenibile coordinato da Raffaele Tiscar, capo di gabinetto del ministro dell’Ambiente, ha presentato i risultati ottenuti dopo un anno di lavoro: da una parte un documento con analisi, dati e strategie per lo sviluppo del settore; dall’altra le raccomandazioni degli operatori del settore. Qual è il suo giudizio sul documento finale?

Assogasliquidi ha partecipato a tutti gli incontri del Tavolo: va dato atto al capo di gabinetto del ministro Tiscar ed al GSE di aver svolto un importante ruolo di ascolto e sintesi delle diverse posizioni sul tema complesso della mobilità sostenibile. Ciò che ha guidato la nostra partecipazione è sicuramente l’esigenza di ribadire la necessità che le misure che si intenderanno adottare siano basate sulla neutralità tra le diverse tecnologie in campo. In questo senso, il recente decreto di recepimento della direttiva DAFI ha attribuito un ruolo a tutti i carburanti alternativi e, tra questi, ovviamente anche ai gas (GPL, gas naturale e GNL).

Le proposte contenute nel documento finale, per quanto concerne il ruolo del gas, possonoritenersi utili, ma abbiamo ritenuto di non poter sottoscrivere tutte le raccomandazioni indicate, con particolare riferimento a quelle relative al vettore elettrico per il quale erano previsti strumenti incentivanti non supportati – a nostro avviso – da un’analisi completa dei costi/benefici connessi.


Un giudizio invece sulla Strategia Energetica Nazionale? Siete soddisfatti del ruolo assegnato al settore del gpl e de gnl?
Per quanto riguarda il settore dei trasporti, riteniamo positivo il richiamo più volte contenuto nel documento SEN all’attuazione delle misure già contenute nel decreto di recepimento della Direttiva comunitaria DAFI (d. Lgs. 257/2016) per la diffusione dei carburanti alternativi.

A questo riguardo, riteniamo però non coerente con le previsioni contenute nel d. Lgs. 257/16 quanto indicato nel documento SEN laddove si fa riferimento al libero accesso alle zone a traffico limitato (ZTL) solo per i veicoli ibridi ed elettrici.

A tal proposito va ricordato che l’art. 19 del D. Lgs. 257/16 fa riferimento alla possibilità per le amministrazioni locali di garantire il libero accesso alle ZTL a tutti i veicoli alimentati a carburanti alternativi (elettricità, idrogeno, GNL, gas naturale compresso, GPL e ibridi) e, in tal senso, auspichiamo che a valle della consultazione tale aspetto venga tenuto in debita considerazione.

Per quanto poi concerne le indicazioni contenute nel documento in merito alla necessità di introduzione di misure di fiscalità e di promozione (es. tassa automobilistica), volte a garantire un miglioramento delle prestazioni energetiche e ambientali del parco circolante, riteniamo che – nella pratica attuazione di tale obiettivo – debbano essere previste apposite premialità per gli autoveicoli alimentati a carburanti alternativi (e tra questi ovviamente i carburanti gassosi), in linea con gli indirizzi di sviluppo contenuti nel recepimento della direttiva DAFI.

Per quanto riguarda il settore del riscaldamento, in più parti del documento viene chiaramente indicata la necessità di adottare normative più stringenti agli impianti di riscaldamento alimentati a biomasse (pellet e legna) con l’intento di tener conto dei negativi impatti emissivi di tali impianti dal punto di vista sia ambientale che sanitario.

A tal riguardo si evidenzia che, a nostro avviso, gli interventi incentivanti fino ad ora posti in essere hanno purtroppo promosso la diffusione di impianti ad uso domestico altamente emissivi.

Deve essere garantita un’inversione delle scelte fino ad ora adottate, anche attraverso l’introduzione di specifici divieti o limitazioni di installazione dei suddetti impianti, soprattutto quando sono disponibili sistemi di riscaldamento alimentati a combustibili gassosi che non presentano problematiche connesse alla qualità dell’aria.

Proprio per controllare e monitorare le emissioni derivanti dall’impiego degli impianti di riscaldamento alimentati a biomassa, assume poi importanza fondamentale modificare l’attuale assetto normativo (DPR 74/13) al fine di prevedere anche per gli impianti a biomassa (anche con potenza inferiore ai 5 Kw) controlli di manutenzione e di efficienza con cadenza almeno annuale, nonché la registrazione dei dati relativi ai controlli stessi ed al quantitativo di prodotto utilizzato nell’ambito del catasto degli impianti termici. In tal senso dovrebbe essere integrato il documento SEN.

Sul comparto del GPL abbiamo apprezzato quanto indicato nel documento circa la necessità di azioni volte a colpire l’illegalità nel settore della distribuzione delle bombole. A tal riguardo, riteniamo che analoga azione debba essere prevista anche per il mercato della distribuzione di GPL in piccoli serbatoi. In tal senso, si riterrebbe utile poter adottare soluzioni normative che consentano una vera e piena attuazione delle previsioni contenute nel D. Lgs. 128/06.

 Per quanto attiene al comparto del GNL risulta a nostro avviso positivo il ruolo attribuito dal documento SEN allo sviluppo di tale mercato. A questo riguardo, però, nel documento SEN vengono considerati solo gli impieghi del GNL nel trasporto stradale e marittimo e per l’approvvigionamento della Regione Sardegna e non anche l’utilizzo del prodotto per quelle realtà industriali che oggi risultano ancora non collegate alla rete dei metanodotti e quindi costrette ad impiegare combustibili ad elevato impatto ambientale.

Il GNL offre, invece, un’energia a bassissimo impatto ambientale anche per le imprese situate in aree off-grid (non servite dalla rete del metano), caratterizzate da un significativo fabbisogno energetico annuale.

In queste condizioni il GNL rappresenta una scelta efficiente e ambientalmente compatibile in quanto possiede un elevato rendimento calorifico e richiede una minore manutenzione degli impianti rispetto ad altri combustibili fossili.

Riteniamo, pertanto, che tale possibilità di impiego del GNL debba essere considerata nel documento SEN anche attraverso la previsione di apposite misure di promozione che consentano alle Imprese off grid di scegliere il GNL, sempre ovviamente nel rispetto delle condizioni del regime del cosiddetto de minimis.


All’ultima assemblea annuale dell’associazione avete sottolineato la necessità di misure strutturali di rilancio del settore e la necessità di fare di più. Cosa chiedete in particolare?
Sicuramente il documento SEN si muove nella giusta direzione: l’auspicio è che vengano recepiti i piccoli “correttivi” da noi proposti e vengano adottati concretamente i provvedimenti necessari a garantire il raggiungimento degli obiettivi indicati.


Di recente SNAM è entrata a far parte di Assogasliquidi. Un ingresso importante…
La compagina associativa per il settore del GNL si sta arricchendo sempre di più di operatori interessati al mercato e pronti ad investire. L’ingresso di SNAM in Assogasliquidi testimonia l’attenzione che l’azienda sta ponendo alle potenzialità del settore della distribuzione del GNL ed alle necessità infrastrutturali dello stesso. Siamo convinti che il contributo di conoscenza che SNAM e tutte le altre aziende associate possono fornire all’azione della nostra Associazione rappresenta un punto fondamentale per garantire il concreto svilupparsi degli investimenti necessari a far sì che il mercato della distribuzione del GNL possa crescere in modo coerente in tutti gli utilizzi del prodotto.


Cosa vuol dire oggi scegliere il gas, in particolare il GPL e il metano?
Vuol dire poter contare su due fonti energetiche che – per i mercati dei carburanti, del riscaldamento e dell’industria – presentano un elevato potere energetico, sono versatili e soprattutto in grado di coniugare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica con il pieno rispetto dei limiti della qualità dell’aria.


Quindi quali sono le prospettive in Italia sul Gpl e il Gnl, nella rete, ma anche nell’extra-rete?
Il mercato del GPL nei settori della combustione e dell’autotrazione rappresenta da sempre una soluzione valida ambientalmente ed in grado di porsi come alternativa per il soddisfacimento dei bisogni primari dei cittadini. Le prospettive di sviluppo del settore della combustione passano per una riconsiderazione del ruolo ambientale del prodotto rispetto ad altre soluzioni energetiche, quali le biomasse che invece pongono seri problemi di inquinamento atmosferico e di danno alla salute. Per il settore dell’autotrazione, l’adozione di strumenti di premialità per i consumatori che scelgono il GPL consentirà di rilanciare la domanda di un carburante gassoso già capillarmente diffuso sul territorio.

Il GNL sicuramente può oggi contare su una prospettiva di sviluppo importante: il quadro normativo oggi è più chiaro e la sinergia tra istituzioni ed aziende pronte ad investire sarà la chiave per gli sviluppi futuri.


E’ stato appena nominato Presidente dell’AEGPL (Associazione europea del gpl). Qual è il quadro europeo del settore? Prospettive e obiettivi?
Gran parte delle norme e degli obiettivi a livello energetico e ambientale ormai giungono dalle Istituzioni europee. Il nostro impegno anche a livello dell’associazione europea del settore del GPL testimonia l’attenzione che Assogasliquidi ha per l’Unione europea e per la necessità di uno sviluppo armonico tra i diversi mercati del GPL in Europa. Si tratta di una nuova sfida che ho accolto con piacere, nella consapevolezza dei benefici che possono giungere da un nuovo posizionamento del nostro mercato anche a livello comunitario.